Il crescente surriscaldamento delle aree urbane durante l’estate sta modificando profondamente le condizioni di vita quotidiana, con temperature elevate che incidono soprattutto sulla popolazione più giovane e fragile, aumentando gli accessi alle strutture sanitarie per disturbi legati alla perdita di liquidi e al malessere da calore estivo sempre più frequente.
Secondo le rilevazioni dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, circa un accesso su quattro nel periodo estivo è collegato direttamente o indirettamente alle alte temperature, con una quota minore ma significativa di casi acuti come disidratazione, svenimenti e colpi di calore e altri quadri clinici correlati al caldo intenso estivo. I bambini arrivano in ospedale manifestando vomito, diarrea o febbre, mentre i pazienti affetti da malattie croniche o particolarmente fragili, come cardiopatici, diabetici, pazienti oncologici o con altre patologie complesse, presentano a volte complicanze delle loro patologie, rendendo necessario il ricorso alle cure ospedaliere.
Il dottor Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e infettivologia pediatrica, sottolinea che i bambini non sono adulti in miniatura: la loro capacità di regolare la temperatura corporea è ancora incompleta e questo li rende più esposti alle conseguenze delle ondate di calore e alla disidratazione nei più piccoli fragili.