9 vitamine e integratori che possono influire su fegato e reni se usati in modo improprio

9 vitamine e integratori che possono influire su fegato e reni se usati in modo improprio

Vitamine e integratori sono spesso commercializzati come “naturali”, “sicuri” e “benefici per la salute”. Ma naturale non significa sempre senza rischi. Alcuni integratori possono stressare il fegato, influenzare i reni, interagire con i farmaci o diventare pericolosi se assunti in dosi elevate.

Questo non significa che tutti debbano temere gli integratori. Molte persone li usano in sicurezza quando hanno una vera carenza o su raccomandazione medica. Il problema inizia quando le persone assumono grandi quantità, combinano diversi prodotti, seguono consigli virali online o usano integratori invece di cure mediche adeguate.

La FDA spiega che gli integratori alimentari sono regolamentati in modo diverso rispetto agli alimenti e ai farmaci tradizionali, e che i prodotti commercializzati per diagnosticare, trattare, curare o prevenire malattie sono legalmente considerati farmaci, anche se venduti come integratori.

Di seguito sono riportate 9 vitamine e integratori che meritano particolare attenzione perché possono influire su fegato, reni o entrambi se usati in modo improprio.

1. Vitamina A

La vitamina A è importante per la vista, l’immunità e la salute della pelle, ma troppa vitamina A già formata dagli integratori può accumularsi nel corpo perché è liposolubile. L’Ufficio degli Integratori Alimentari del NIH indica 3.000 mcg di RAE come livello superiore tollerabile per adulti di vitamina A già formata, e un consumo eccessivo può portare a tossicità.

Un’elevata assunzione nel tempo può influire sul fegato e causare sintomi come mal di testa, vertigini, nausea, cambiamenti cutani, dolori ossei o complicazioni più gravi. Le persone dovrebbero prestare particolare attenzione alle capsule di vitamina A ad alto dosaggio, agli integratori “cutaneo” e ai multivitaminici che già contengono vitamina A.

2. Vitamina D

La vitamina D supporta ossa, muscoli e funzione immunitaria, ma la vitamina D ad alte dosi può diventare tossica. La tossicità da vitamina D di solito si verifica da integrazione eccessiva, non da normale esposizione al sole o dal cibo. Può portare a livelli elevati di calcio nel sangue, che possono causare nausea, debolezza, confusione, disidratazione, minzione frequente, calcoli renali o danni renali.

La vitamina D dovrebbe idealmente essere guidata da un esame del sangue, specialmente se una persona assume dosi forti, ha malattie renali, ha alti livelli di calcio o utilizza integratori di calcio.

3. Niacina, chiamata anche vitamina B3

La niacina viene talvolta usata ad alte dosi per motivi legati al colesterolo, ma non dovrebbe essere trattata come una normale vitamina quotidiana a quei livelli. Il NIH osserva che dosi elevate di acido nicotinico assunte in mesi o anni possono essere epatotossine, cioè dannoso per il fegato, e un apporto molto elevato può causare danni al fegato.

La niacina proveniente dal cibo non è lo stesso rischio delle pillole ad alto dosaggio. Il pericolo deriva solitamente da dosi supplementari elevate, specialmente forme a rilascio prolungato o a rilascio prolungato utilizzate senza supervisione medica.

4. Vitamina C in dosi molto elevate

La vitamina C è solubile in acqua ed è importante per la funzione immunitaria e la produzione di collagene, ma dosi molto elevate non sono innocue per tutti. Il NIH osserva che un elevato apporto di vitamina C può aumentare l’escrezione di ossalato urinario e acido urico, e questo può contribuire al rischio di calcoli renali in alcune persone.

Un ampio studio di coorte ha rilevato che l’assunzione supplementare di vitamina C era associata a un rischio più alto di calcoli renali negli uomini. Le persone con una storia di calcoli renali, malattie croniche renali o problemi agli ossalati dovrebbero essere particolarmente caute con polveri o compresse di vitamina C ad alto dosaggio.

5. Integratori di ferro