La donna che stava spazzando il pavimento lungo il corridoio di marmo del Gran Hotel Reforma era incinta di nove mesi. E Gabriel Montes quasi le passò accanto senza accorgersene.
Non si fermò per la pancia. Si fermò per le scarpe.
(Immagine a scopo illustrativo)
Erano scarpe nere, consumate all’interno, con il tacco sinistro più rovinato del destro. Gabriel conosceva quelle scarpe. Le aveva viste un pomeriggio, anni prima, quando Lucía lo aveva deriso perché lui voleva comprarle un paio costoso e lei aveva scelto invece queste semplici, dicendo:
— Non ho bisogno di cose costose per camminare con te.
La valigetta gli scivolò di mano.
La donna alzò lo sguardo.
E il mondo di Gabriel si fermò.
Era Lucia.
Sua moglie. Che era scomparsa. Viva. Incinta. In piedi, con indosso una divisa rossa da addetta alle pulizie, una mano premuta sulla parte bassa della schiena e l’altra aggrappata al manico dello spazzolone come se fosse l’unica cosa che la tenesse in piedi.