Proseguono gli accertamenti sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine a Bologna. L’autopsia, eseguita all’Ospedale Sant’Orsola, ha fornito i primi elementi medico-legali che ora saranno approfonditi con ulteriori esami scientifici destinati a concludersi nei prossimi mesi. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
I primi riscontri confermerebbero quanto già ipotizzato dopo la TAC: sarebbero stati riscontrati sangue nei polmoni e segni compatibili con uno schiacciamento del torace. Gli esperti dovranno però stabilire se tali segni siano collegati alla fase di immobilizzazione oppure alle manovre di rianimazione eseguite dai soccorritori. Al momento non esistono conclusioni definitive sulle cause della morte. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Cosa Ha Evidenziato l’Autopsia
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, il quadro medico-legale sarebbe compatibile con una possibile asfissia da compressione. Il legale della famiglia ha parlato di un’ipotesi di “asfissia traumatica da compressione”, mentre i consulenti della difesa degli agenti hanno precisato che l’esame autoptico, allo stato attuale, non avrebbe evidenziato elementi riconducibili a un uso eccessivo della forza. Saranno gli approfondimenti tecnici a chiarire definitivamente la dinamica. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
I magistrati hanno disposto ulteriori esami istologici, tossicologici e genetici. I consulenti nominati dalla Procura avranno fino a 90 giorni per depositare la relazione conclusiva. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Oltre all’autopsia, gli investigatori stanno analizzando ogni elemento raccolto durante l’intervento.